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Vacilla la STRATOSFERA: SPLIT TERMICO alla 10 hPa, CROLLA il NAM a -2,3. Quali SCENARI?

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L'Inverno tornerà presto a fare la voce grossa? Scopriamolo insieme.

Cross section anomaly GPHIn un 2014 che verrà ricordato come uno degli anni più caldi degli ultimi 30-40 anni possiamo estrapolare, come unica "ancora" di salvataggio, l'intensa irruzione di aria gelida artica che ha investito il Centro Sud negli ultimissimi giorni di Dicembre.

E' vero, importanti ripercussioni in termini di freddo e neve si sono registrate anche ai primi di Gennaio, ma il clou del periodo gelido e nevoso si è avuto tra il 30 e il 31 Dicembre. Per moltissime località dell'Italia peninsulare l'evento è risultato come uno dei più importanti dopo il 1985, con la neve che dopo ben 80 anni è tornata ad imbiancare anche Taormina! Pensate un pò, ondata di freddo storica in uno degli anni più caldi di sempre...paradossale no?

Ma da allora non è poi successo praticamente più nulla; una rapida sfuriata fredda a cavallo dell'Epifania, qualche fiocco sui rilievi del Centro Sud fino in collina, un pò di vento e un calo delle temperature. Tutto nella norma, una classica fase invernale italico-mediterraneo. Ed ora? Bene, passata la batosta subita dal vortice polare a causa del minor warming in sede siberiana, si è nuovamente (ri)attestata la circolazione atmosferica che ha prevalso negli ultimi mesi; vortice polare compatto, circolazione oceanica sparata e anticiclone impossibilitato a spingere verso nord. Scenario questo che sarà ancor più evidente durante il prosieguo settimanale, quando la struttura stabilizzante si rafforzerà ulteriormente (NAO +) il flusso oceanico dominerà incontrastato e le masse d'aria fredda di riequilibreanno alle alte latitudini (AO+).

Insomma, una nuova ennessima pausa dell'Inverno, che verosimilmente potrebbe durare almeno fino alla metà di Gennaio. E' quindi lecito attendersi, fino a tale periodo, condizioni di tempo variabile, a tratti instabile a tratti perturbato, con fasi più soleggiate anche miti alternate a brevi incursioni di aria fredda. Questo perchè il getto polare si abbasserà sensibilmente di latitudine, schiaccerà il sistema anticiclonico e, causa le continue ondulazioni del flusso oceanico, determinerà un contesto di dinamicità abbastanza accentuato, con sbalzi termici notevoli e condizioni meteorologiche in continuo, repentino mutamento.

Ma intanto in stratosfera qualcosa si è oramai inceppato; osservate le due cartine sottostanti relativa alla temperatura a 10 hPa e a 30 hPa sopra il Polo Nord; ebbene, si nota a primo impatto il sensibile aumento termico compiutosi a cavallo tra la fine di Dicembre e i primissimi giorni dell'anno nuovo. Stiamo parlando in un aumento estremamente consistente nel giro di pochissimi giorni; si è passati da -75°C a -38°C a 10 hPa e da -80°C a -48°C a 30 hPa. La scaldata partita nei giorni scorsi in troposfera (poi seguita anche dallo split termico e barico del VPS) si è quindi propagata con successo in tutta la colonna d'aria compresa tra i 1000 e 1 hPa, con il risultato che la trottola polare è quindi destinata, a breve, a subire degli importanti stravolgimenti.

      10 dh 30 yh

Siamo quindi in attesa che i modelli inquadrino con maggior frequenza e precisione quelle che saranno le dinamiche che molto probabilmente influenzeranno l'andamento invernale nella seconda parte del mese di Gennaio. Tutto confermato anche dal brusco crollo dell'indice NAM, sceso fino a -2,3 nella giornata del 4 gennaio.

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Ci aspettiamo dopo il 15-16 di Gennaio un rinforzo delle onde planetarie (wave 1 pacifica e wave 2 atlantica), con il risultato di una maggior comparsa di blocchi anticiclonici e di più frequenti irruzioni d'aria fredda verso l'Europa e il Mediterraneo. Contemporaneamente dovrebbero gradualmente calare anche le velocità zonali, dando quindi maggior libertà e più sfogo alla spinta dell'azzorriano verso nord.

Intanto osservate l'evidenza della scaldata su tutta la colonna d'aria sul Circolo Polare Artico dal suolo (circa 1000 hPa) all'alta Stratosfera (1hPa), ben illustrato dalla sezione verticale delle anomalie bariche che mostriamo di seguito.

Non resta che dire:

- Monitoriamo attentamente e stiamo a vedere...

Cross section anomaly GPH

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